domenica 21 febbraio 2021

il cosmo è la mia stanza

effettivamente il mondo è finito

l'uomo propriamente uomo è una creatura lesa, fallata... è un animale che ha perso la sua integrità biologica. attraverso le crepe penetrano in lui i succhi colorati del mondo, la scienza del tempo, la paura, quel tossico senza antidoti che è l'infinito... il suo desiderio assorbe ogni vuoto del mondo, lo rende smanioso, furioso, malsano... il mondo lo impregna e pian piano lo infradicia.

l’uomo è l’animale fallito, l’animale che non è riuscito a vivere "in pienezza", a dominare pienamente l’ambiente con la propria scarsa munizione naturale, e si è inventato quest’altro artiglio, zampa, fauce: la parola – da cui il pensiero, la cultura, la tecnica. il vero uomo è

giovedì 11 febbraio 2021

lo scrittore-lupo

lo scrittore è colui che parla, colui che usa il linguaggio... ma lo scrittore che vale la pena di leggere, che non esegue la scrittura, che non è né un resocontista né un letterato, deve avere in sé anche un illetterato, un selvaggio, un bambino-lupo che non ha mai imparato a parlare... questo tipo di scrittore non usa le parole per farle significare, ma per vivere, per agire, per respirare, per camminare a 4 zampe, per dimenarsi, per sventare la presa del mondo... le usa fondamentalmente contro il linguaggio. questo tipo di scrittore lotta contro il linguaggio, o sbatte sul linguaggio e cerca di abbatterlo, e di andare dall'altra parte, oltre le sue pareti. questo scrittore è anche un selvaggio, un selvaggio nudo, un selvaggio che finirebbe in galera se i crimini che commette nella lingua, con la lingua e contro la lingua, li commettesse nel mondo. 

sabato 30 gennaio 2021

acqua

                               

leggere, morire pezzi del corpo, attività micidiale, patogena. per capire, è necessario negare il corpo, dunque ammalorarlo, ammalarlo (il gesto umano dell'astrazione, è una sospensione del corpo, una sostituzione della cosa con un qualcosa indeterminato e immateriale)

quando penso alla vita, quando penso ai morti, mi sembra che il mio unico compito è scrivere. io non ho figli, non ho padri, non ho donne, dal punto della nascita a quello della morte la mia vita può trovare un senso, una direzione, solo allineando il mondo nel linguaggio

c’è un autore che secondo me meriterebbe maggior attenzione. il corpo di quest’autore, a cui afferirebbe indubbiamente questa maggior attenzione, è collocato più o meno casualmente in una postazione   mobile a me molto prossima, e con cui, tranne che di notte e nella disattenzione, è in comunicazione neurale, semantica e ontologica molto diretta. insomma, beh... sarebbe io.

acquaiolo l’acqua è fresca, dirà qualcuno, o più forbitamente, non so, chi si loda s’imbroda, o, che so, il soggetto che valuta non può coincidere con l’oggetto valutato. considerazione impeccabile, se non fosse che poi secondo quanto sostiene (quest’-quell’- codest’) autore stesso, la distinzione fra soggetto e oggetto è assai più labile di quanto si ritenga,

domenica 24 gennaio 2021

Scritture delle femmine. Federica Sgaggio, Alice Munro, Viola Amarelli.

 L’eredità dei vivi

Di Federica Sgaggio mi ha parlato zia Anna, perché è una mia cugina di secondo grado, ma se ne scrivo è perché leggendola mi sono subito reso conto che adopera una lingua precisa come un bisturi, e che questa lingua poteva essere sommamente adatta a descrivere un oggetto inviluppato e incandescente  come una famiglia. L’eredità dei vivi parla del rapporto con sua madre Rosa, racconta la lotta per la gioia e il piacere (felicità è un termine astratto e indefinito che l’autrice scansa) di 2 donne unite da un patto di ferro. Questa storia innanzitutto non è inventata, e questo dà forza, spessore e prospetticità al racconto. Rosa e Federica sono 2 combattenti cordiali, la madre combatte all’arma bianca, la figlia di fioretto, ma ben affilato. Il nemico contro cui si scagliano

martedì 12 gennaio 2021

Adelelmo Ruggieri, ingegnere e clown

scrivere poesie per Adelelmo Ruggieri deve essere una bella fatica. per scrivere le “sue” poesie A.R. deve infatti eseguire un gesto mentale anti-istintivo... invece di andare nella naturale direzione dell’ego, quella dell’amor proprio, del narcisismo, dello “scrivere bene”, lui si deve sforzare di scrivere peggio. abbassare la lingua, mortificarla, depigmentarla, sfrondare e potare ogni esuberanza, evitare i concetti, stroncare le emozioni, le pulsioni, le passioni, in una parola sminuire. ma allora perché pubblica in una collana di poesie,

martedì 5 gennaio 2021

mariangela gualtieri - il quotidiano innamoramento

ieri ho ascoltato le splendide poesie di mariangela gualtieri nel recital Il quotidiano innamoramento, in live streaming... siete in tempo mi pare per gli ultimi 2 spettacoli e ve li consiglio. mariangela è erede diretta delle grandi mistiche medievali, vibra le parole con la stessa intensità e violenza, cerca di attraversarle, trasgredirle, scatenarle con la stessa furia cieca e slancio, brucia della stessa fiamma bianca e azzurra, quella degli elementi chimici nobili e delle stelle a combustione elevata.

si ristabilisce poi nel mondo cercando e trovando quella che chiamiamo poesia, il piccolo prodigio delle parole che si accordano ai ritmi cosmici, alla pulsazione profonda e al respiro delle cose.

ma, vissuta dopo baudelaire e rimbaud, riesce a estrarre poesia, fulgore, meraviglia, preghiera da ogni spigolo e grammo della realtà. bellissima l’esortazione ai morti, ai cadaveri, con cui apre lo spettacolo, paradossale esortazione a vivere, percorrere la morte in fondo fino al punto in cui cessa di essere morte, sbocca nel non-linguistico e dunque non è più, non è più ferma, conchiusa, tetra, non è più definibile, non è più disperata. bellissima la descrizione del bambino che si sveglia con “tracce di paradiso sul volto”, e poi in cucina,

sabato 12 dicembre 2020

al cospetto del dio assente - breve scheda di un film interminabile

anche La grande abbuffata può essere letta come una metafora o una prefigurazione del covid, virus che se non castiga il piacere come l'hiv, di certo punisce colpe tipicamente occidentali (poi mutuate all'est) come la crescita demografica indiscriminata, la congestione degli spazi, l'annullamento dei meccanismi di selezione naturale. ripesco questa breve nota scritta qualche tempo fa. 

la grande abbuffata è un capolavoro assoluto, la cui truculenza e i cui eccessi vengono spesso tollerati e giustificati, più che compresi. basti ricordare che all’epoca, a cannes, la presidente ingrid bergman minacciò di abbandonare la giuria se fosse stato premiato, il che di fatto non avvenne (vinse un modesto film di alan bridges). certamente, il primo grande traslato del film è quello di  grandioso e feroce apologo del consumismo. una profezia, più precisamente: la società occidentale scoppierà, schiatterà, collasserà per congestione. ma il sensuale ferreri ha eretto anche, come chiosava bunuel, un monumento all’edonismo. la truculenza gastronomica e sensoriale che è la cifra del film, ha in realtà una doppia valenza, da un lato etica, dall’altra  orgiastica e dionisiaca. ferreri ha voluto quali protagonisti 4 attori seducenti, eleganti, colti, il bellissimo mastroianni e lo charmant piccoli, tognazzi e noiret dotati di un particolare fascino affabulatorio.  andrea ferreol, fra i 4, si staglia come la figura più enigmatica, bovina e angelica, mantide e madre, crudele e premurosa, antica e tecnica. li asseconda per bontà, come dice noiret, li uccide per bontà.

mercoledì 9 dicembre 2020

a me cmq...

 a me comunque tutta ‘sta storia di maradona mi piace poco... non voglio fare facili intellettualismi... potrei dire che alla fine era un tizio in mutande che correva dietro a un pezzo di mucca arrotolata, ed era più abile degli altri a controllarla. spesso la apponeva in un apposito spazio detto rete. ma maradona era anche un mito, un eroe... con i suoi dribbling ha unito un popolo, si potrebbe dire... ci emozionava...

ma innanzitutto è evidente che l’emozione non nasce dal dribbling, ma dalla sua condivisione di massa. è il ritrovarsi della specie umana, l’unanimità, il sentirsi popolo.

sabato 17 ottobre 2020

virus in fabula - introduzione

 


la rimozione, l’asportazione totale direi,  della morte nella coscienza collettiva degli ultimi 30 anni, ha prodotto inevitabilmente  la più colossale abreazione, e poi la più colossale isteria collettiva dai tempi del fascismo, il covid, o meglio la psicosi da covid. ci siamo accorti che moriamo. il telegiornale ci comunicava questa informazione: oggi sono morte 700 persone per covid, ciascuno di noi la registrava commosso e terrorizzato. non avevamo mai saputo, per 30 anni, che ogni giorno in italia muoiono ordinariamente 1800 persone. ne siamo stati appena informati, perché per 30 anni abbiamo vissuto nell’irreale mondo mediatico, in cui i presentatori entusiasti ci fanno vincere i milioni, in cui la famiglia felice si sveglia sorridente, e cinguettando e saltellando va in cucina dove l’attende l’oggetto della sua felicità, l’agognato kinder pinguì, in cui gli infallibili medici e i tecnocrati della scienza annientano ogni male nella serie angeli in corsia. alcuni lavorano tutto il giorno, credono di non guardare la tv, ma in realtà l'aggeggio è acceso tutto il giorno nelle nostre teste, dove sostituisce incessantemente significanti a referenti. il nostro modo di sentire e pensare è fabbricato dalla tv, o dallo smartphone, la realtà in cui viviamo è la fantasmatica realtà mediatica profetizzata da debord, baudrillard, mcluhan, orwell, pasolini.

sabato 10 ottobre 2020

questo tizio che scrive è uno scrittore?

Mica me era attraversato, agito, sostenuto da una corrente di desiderio, in Esercizi ho cercato di estrovertire quel desiderio in gesto politico. si tratta di istruzioni, informazioni, addestramenti percettivi volti a un fine sociale, politico, civile – e infine applicati.

il nuovo libro, Esercizi per accorgersi del mondo, titolo che alla fine è restato perché il più corrispondente ai contenuti, uscirà pare il 15 novembre (corrige: fine novembre), per Transeuropa. si spera che l’editore giustificherà l’operazione di solidificazione del magma bloggistico in materia di cellulosa e inchiostri, distribuendolo adeguatamente, o almeno decentemente. d’altronde non parliamo male degli editori coraggiosi, quali appunto giulio milani... sono loro gli eroi ai tempi dell’ignoranza, non gli scrittori... 

se c’è un libro ci deve essere uno scrittore, si potrebbe dire semiologicamente.

potrebbe ribattere derrida che ogni uomo è uno scrittore, che la parola umana si differenzia dal verso animale perché imprime la sua traccia in un supporto che la fa durare, che sia lo schermo, la carta, la pietra, il corpo in cui si iscrive il gesto o il neurone.

venerdì 10 luglio 2020

questo blog diventerà un libro

ho firmato con Transeuropa, uno dei pochissimi editori non ancora fagocitati dai grandi gruppi, e che proprio perciò ha preservato quello spirito avventuroso che gli impresse Tondelli. dunque, responsabilità e partecipazione alla realtà politico-sociale, attenzione al nuovo e al non convenzionale. meglio: alla scrittura, più che alla esausta letteratura. il libro dovrebbe chiamarsi Esercizi per accorgersi del mondo (altri titoli in ballo: Libro che mi è venuto in mente; Vanvere e zonzi) e dovrebbe uscire entro l'anno.
ma allora, diranno i (grami e sparuti) lettori del blog, il libro lo leggeremo qui, perchè pubblicarlo? innanzitutto, il libro non è il blog. il blog, anzi, i vari blog della rete in cui i testi sono dispersi, è il materiale del libro, ma altro è l'impianto, la struttura, il senso degli scritti. ci saranno poi numerosi pezzi inediti, e tutti i post saranno più lavorati, appunto più scritti.  nel blog resterà la forma grezza del libro, il testo sorgente. 
ma il senso più profondo dell'operazione (non del libro, che ne ha molti e più complessi) è nella breve nota finale del libro, che trascrivo:

perché consumare la carta di un libro

questo libro è la rielaborazione di un blog.
oggi si scrive quasi esclusivamente in forma elettronica: su uno smartphone, su un blog, in generale su uno schermo. ma leggere resta un’operazione del corpo, che ha bisogno dei tempi e le modalità imposti dalla biologia. il dispositivo che risponde meglio a questo bisogno resta il libro di carta, che sfrutta e combina al meglio l’elasticità ottica dello spazio bianco e il suo nitido contrasto con l’inchiostro, le attitudini della mano che sfoglia e la solida semplicità dell’oggetto, disponibile, maneggevole, adattabile. l’abitudine alla lettura elettronica ci sta portando sempre più lontano da noi stessi, sempre più in superficie. la parola elettronica di fatto si scrive ma non si legge, o si legge velocemente e superficialmente. la pubblicazione di un blog dovrebbe appunto compensare quest’asimmetria.

ma il vantaggio che offre il libro non è solo funzionale. sul supporto elettronico il linguaggio non potrà mai avere quei caratteri di oggettività, materialità, stabilità che sono propri della scrittura su carta, e che ne producono un senso diverso. la parola elettronica, per quanto scritta, resterà sempre un gesto, una pratica, poco più che l’evoluzione e complicazione di un verso animale. solo la lingua che si è fatta oggetto, la lingua ferma, la lingua concreta, può farsi storia, cultura, politica. ecco perché mi sembra che non possiamo ancora rinunciare a pubblicare libri. 


poesia scritta sotto una chiesa a taurisano

                                                             

sbagliato l'orario di un appuntamento, avevo 2 ore "da perdere" nella canicola di luglio del basso salento... ho trovato un albero sotto questa chiesa "moderna"... classica cattedrale nel deserto, astronave atterrata sul nulla di un vecchio paesino, sasso ortogonale e metafisico...ma bella. mi sono steso sul sedile coi piedi sul cruscotto, e mi sono messo a ascoltare svogliatamente radio3... ero fuori dall'ingranaggio tempo... è venuta fuori una poesiola...


quando non ci sarà più tempo da perdere
quando non ci sarà più il tempo per perderlo
quando il tempo non si farà più perdere
né nessuno potrà più perderne
perché, tempo, non sarà

allora, stranamente, non ci sarà nemmeno
alcun senso
il senso che fa il tempo operoso
utile, trovato
non avremo più senso
non ci sarà senso da perdere.

allora, davvero, quel tempo sarà perso per sempre






domenica 24 maggio 2020

basta con la museruola

 

DIFFONDETE SE CONDIVIDETE
grafica e collaborazione al testo di antonello matarazzo

il messaggio lo abbiamo elaborato in una doppia versione, anche dopo una lunga discussione con franco arminio che desiderava condividerlo. il secondo è cmq più riuscito esteticamente, ma credo che abbia meno impatto.
la nostra polemica non è rivolta direttamente a de luca, ma a una specifica norma. non credo tuttavia che de luca ci abbia "salvato", come ritengono i più. ha aggravato i problemi economici della campania (gli aiuti, chi li ripagherà se non noi?) ottenendo gli stessi risultati della calabria. in generale, non mi fido di una politica fondata su 2 soli sentimenti, entrambi di bassa lega: l' arrogante e becero autoritarismo e una puerile, insipiente e petulante competitività col nord. la sua teatralità - carlo verdone lo ha definito il miglior attore italiano - e la sua dialettica brillante mi divertono, ma non credo che il sud abbia bisogno di pulcinella, di masanielli nè di sovrani borbonici, piuttosto di senso di responsabilità e presa di coscienza individuali.

ps 28 maggio. ed ecco che ha tirato giù la maschera anche de luca. regionali a settembre, ha tuonato? no a luglio... dopo che ci ha fracassato i corbelli per 3 mesi... guarda che fregola ... l'unica attività di cui potremmo fare a meno per l'eternità... e guarda un po' il caso dopo che ha capitalizzato voti col coronavirus... ma io sono malpensante certo... no... no... lo fa certo per noi...

P.S. 2la regola che salverà l'Italia: le ciabatte nei rifugi alpini
fra le tante, mi ha colpito questa regola di recente emanata, che sicuramente salverà molte persone da morte sicura oltre che l'economia del nostro paese. consiglio di emanarla anche ai nostri governanti...

PS 3 ovviamente i numerosi campani che approvano De Luca ammettono con cio stesso di essere una popolazione irresponsabile che ha bisogno di metodi autoritari

giovedì 7 maggio 2020

Il pesce savio: una sintesi


Finalmente sono stati rilasciati i dati ISTAT, gli unici che abbiano valore obiettivo e probante, sull'incremento di decessi fra la media 2015-2019 e il 2020. Ebbene, nel primo trimestre 2020 in Italia ci sono stati 25.000 decessi in più rispetto alla media. Secondo la stampa si tratta di un incremento inaudito. Ma in realtà, per fare solo un esempio, nel primo trimestre 2017 ci furono 22.000 decessi in più rispetto al 2016

lunedì 6 aprile 2020

Cerchiamo di ragionare, per ricominciare a vivere


La psicologia delle masse ci spiega che durante gli eventi collettivi le nostre facoltà critiche si annebbiano.  Si potrebbe sostenere che questo annebbiamento abbia una funzione adattiva, che ad esempio in questi giorni il panico abbia indotto la popolazione a rispettare regole cui altrimenti non si sarebbe assoggettata. Consideriamo allora quanto dirò una breve sospensione della credulità, una parentesi in cui, per fini puramente speculativi, proviamo a ragionare.
Che ci sia in circolazione un virus ad alta velocità di contagio, e che ha un decorso clinico pasrticolarmente insidioso, non c’è dubbio. Ragionando, e computando, mi sembra però

martedì 24 marzo 2020

è vietata l'inutilità

la cosa grave, forse, è che stata abolita l'inutilità. possiamo fare solo cose utili. dobbiamo vivere, dobbiamo vivere per legge, la macchina deve funzionare per legge, senza fare niente. è stata abolita la morte, ma la morte stranamente trasgredisce il divieto, e moriamo. l'obbligo di vivere invece non funziona granché.
un po', sopravviviamo, ma al di sotto della vita, sottoviviamo.

mercoledì 18 marzo 2020

di che muore...


di che muore oggi l’uomo ? di se stesso. si moriva di fame, di bestie feroci, di peste, in battaglia. oggi si muore di se stessi, dell’incapacità e l’impossibilità di vivere, di congestione della vita.  di paura. sofismi fuori luogo in questo momento drammatico?

martedì 10 dicembre 2019

SINTESI DELLE TECNICHE DI CONTRASTO ALLA XYLELLA emerse nell’incontro Terra viva e terra morta



                    Piante verdi trattate opportunamente, e a pochi mt piante secche non trattate.

Si sintetizzano qui le conclusioni e le tecniche di contrasto al disseccamento dell’ulivo emerse nell’incontro tenutosi a San Pancrazio salentino il 7 dicembre 2019, attraverso le analisi dei relatori,  i video e le documentazioni.  La prof.ssa Ciervo, dell’università di Foggia ha evidenziato lo stretto legame statistico fra abuso di diserbanti nelle province di Lecce e Brindisi e disseccamento. La dr.ssa D’Amico ha illustrato i risultati del campo sperimentale Silecc di cui è responsabile, ha prodotto documentazioni che dimostrano che la resistenza della Coratina al batterio risulta confrontabile con quella di Leccino e Favolosa, e ha denunciato la evidente volontà politica di sostituire l’agricoltura tradizionale con modelli intensivi, come in alcune regioni della Spagna. Roberto Polo ha illustrato in particolare alcune tecniche di stimolazione delle radici. Il sottoscritto ha fatto presente che i contributi per il reimpianto vanno sì sollecitati, ma al momento non risultano economicamente convenienti, consistendo in insufficienti rimborsi e azzerando la produzione per decine di anni. Sono stati proiettati video di Ivano Gioffreda e il prof. Franco Nigro da cui sono emerse altre utili indicazioni.


                                                            Polo, D’Amico, Paoloni

Le tecniche, tradizionali o frutto della recente ricerca, emerse dall’incontro si possono così riassumere:
1) POTATURA ANNUALE O BIENNALE. A giudizio quasi unanime si tratta della tecnica principale di controllo del fenomeno.  vanno evitate le capitozzature e gli interventi troppo drastici,

domenica 1 dicembre 2019

Terra viva e terra morta. Tecniche nuove e tradizionali di contrasto alla Xylella F.


Ho sempre detto che oggi l'unico vero gesto politico è zappare. Potrei aggiungere anche l'unico gesto letterario. Credo assai poco ai movimenti tipo di quello di Greta Thunber. Crederò alla sincerità ambientalista di quei ragazzi quando andranno nei campi abbandonati a zappare, invece di passare la giornata sullo smartphone e poi andare a rivendicare - sempre chiedere, mai agire - non si sa quali diritti alle autorità e al potere. Ho organizzato (a mie spese) un  incontro su un problema gravissimo, quello del disseccamento degli ulivi in Puglia, e posto la breve introduzione.

video introduttivo: video xylella
Questo incontro è stato organizzato per fare qualcosa. Per fare qualcosa per le piante. Si è posto quindi una finalità molto pratica: far conoscere una serie di tecniche, nuove e tradizionali che hanno dato ottimi risultati, comprovati da video, documentazioni e verifiche scientifiche, nella lotta al disseccamento degli olivi.

domenica 27 ottobre 2019

un "un" in un "il"

le mie tesi poligamiche – tardo-illuministe o futuristiche o allo-musulmane che siano - vanno verificate nelle condizioni estreme, nelle psichi che l’eros porta a incandescenza, nei corpi che l’innamoramento mette in fibrillazione, fa smaniare. in queste condizioni raggiungono la massima intensità sia il senso di abnegazione e oblazione di sé che quello del possesso.

la psiche si decentra, dissolve il limite fra interno e esterno, il corpo sconfina, vuole riversarsi fuori di sé, ma contemporaneamente avverte che questo stato estatico e forsennato dipende dalla disponibilità dell’altro, ed è dunque garantito solo dalla sua proprietà.

la tesi è che in una psiche libera, coltivata (che la cultura abbia portato in qualche modo a rispondere e corrispondere al corpo), vigorosa, si possa produrre un equilibrio fra queste pulsioni, e una disposizione psichica che consenta la coesistenza di diverse relazioni amorose.

il caso delle lettere di sibilla aleramo a dino campana

mercoledì 28 agosto 2019

phobos cosmou tyrannus

la vita è sostenuta dalla paura di morire. se coltivo il grano, opponendomi alla naturale tendenza entropica, è perché ho paura di morire. se lo accumulo per l’inverno, è perché ho paura che col freddo non potrò procurarmene e morirò. questa paura è strettamente intrecciata, e profondamente forse ha prodotto, il senso della temporalità, che è un carattere specificamente umano. si potrebbe dire che dal momento in cui l'uomo ha dissociato corpo e azione con la coscienza temporale, non ha più agito, ma solo reagito alla paura della morte. questa paura è dunque in se stessa vantaggiosa e favorevole alla vita. il problema nasce quando vogliamo negare l’origine di questa paura, e cioè la morte. i nostri atti, le nostre scelte, diventano allora un tentativo insensato di espungere la morte dalla vita.

venerdì 5 luglio 2019

la valduga... non è una località sciistica

la valduga non è che parla come mangia, e nemmeno scrive come mangia, e nemmeno vive, credo... ma in fondo è perché vuole sedurre, fa una puntata più alta... e inevitabilmente sbrocca, irrita, è antipatica...  ci si potrebbe poi chiedere come mangia.

spesso il risultato della sua sofisticata teatralità, della sua raffinata messinscena,  della sua sublime cerimonia è la signora pina, la moglie di fantozzi, a cui somiglia sia fisicamente che negli atteggiamenti della voce e del corpo.

con ciò, non voglio affatto sminuire il valore, l’irresistibile intensità della sua poesia. prescindendo dalle considerazioni più comuni, la valuto sugli effetti. è indubbio che le sue poesie agiscono da poesie, si leggono, impongono la lettura, emozionano,

martedì 11 giugno 2019

Alla ricerca del Dio perduto. Nota su Abbronzati a sinistra di Elio Paoloni.

Autofiction sarebbe la definizione più corretta, o racconto... l’editore per adescare lettori stampiglia sulla copertina “romanzo”, e già questo ci dice qualcosa dei tempi in cui viviamo, e dei processi di mercificazione e digestione consumistica che deve subire anche il racconto di un quasi pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Dico quasi, perché in realtà Paoloni è un laico e un razionale che vive molto solidamente e quasi tecnicamente nel mondo, uno sportivo che ha voluto mettere alla prova un corpo pare ancora efficiente, ma anche uno di quegli spiriti inquieti che avverte l’insufficienza del corpo, della tecnica e della ragione, e vive nell’attesa di una rivelazione  o di una esperienza del sacro che non arriva, e che direi non è arrivata nemmeno sulla strada di Santiago.

venerdì 10 maggio 2019

significato della letteratura

scrivere è un curioso comportamento, molto innaturale, consistente nel mettersi fermi per molto tempo, riportare nel campo percettivo una serie di segni, di immagini, di memorie da un supposto passato, allinearli meccanicamente, poi continuando a stare fermi farli corrispondere a certe macchiette sottili e sgorbi di un liquido sporco e nerastro, o oggi di bit e di pixel, e farne una catena su vari strati di cellulosa schiacciata e impilata o sempre nei pixels. questa stramberia, questo rito maniacale in genere non interessa a nessuno, né l’atto, né il prodotto, e infatti nessuno legge, per quanto la moda stava pigliando piede nel secolo scorso. quindi queste pile a parallelepipedo vanno in gran parte direttamente al macero, e sia lo scrivente che il mondo restano tali e quali a prima.
ancora più strane sono una specie di gare dello scrivere organizzate fra gli scriventi, in cui ognuno cerca di attirare l’attenzione scrivendo con più destrezza e stranezza di altri, il che viene detto letteratura.

mercoledì 20 marzo 2019

frasi semplici

a volte che non sono un cretino, non sono io, ma un adepto del senso logico
 

dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza, tranne i contorni
 

non voglio scrivere cose che capirebbe anche il salumiere, perché il salumiere non deve capire, ma affettare il salume. non deve capire nemmeno il salumiere che è in noi, sebbene lo debba il filosofo che è nel salumiere.
 

sogno un mondo in cui buongiorno significhi veramente buongiorno, e in cui dunque sia perfettamente inutile dirlo


potremmo essere meccanismi addestrati a eseguire un io