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giovedì 26 giugno 2014

nota su troisi – l’imbarazzo di essere napoletano

imbarazzo: dal portoghese baraço, fune: essere legati, ingombrati. ciò che ci ingombra, ciò che ci imbarazza, è sempre il corpo che ci portiamo dietro. il corpo che pesa, che ostruisce, che suda, il corpo che è visibile e riprovevole, il corpo che un giorno puzzerà, marcirà, sarà un fagotto floscio e inutile  – il corpo che è l’animale che ci portiamo sempre dietro, meccanismo di pulsioni egotiche, di reazioni incontrollabili, di bisogni elementari e primordiali.

tutto il valore di massimo troisi è nella sua finissima capacità di esprimere l’imbarazzo. troisi è il minuzioso cesellatore, l’esatto formulatore somatico dell’imbarazzo, questa è la chiave di tutto il suo lavoro. fra tutte, si pensi alla scena di scusate il ritardo dove conclude  che la bambina è meglio che se la mangia il fratello , o a quella in cui chiede allo stesso i soldi per il regalo alla madre (tutto su youtube).