ieri ho visto Col corpo capisco, di adriana borriello. in ogni suo spettacolo c'è sempre un'idea nuova, un pensiero nuovo che si sviluppa in figure... adriana è in effetti una pensatrice di figure... bello all'inizio il modo in cui ha "prodotto spazio" sgombrando la scena dagli “oggetti”, bello il modo in cui ha esplorato il numero 3 - mai il senso che fosse una sommatoria, un’addizione - ogni rapporto era necessario, e questo è tipico del suo rigore... ma ancor più interessante mi è sembrato il rapporto molto evidente che ha istituito fra corpo e suono/rumore... la sonorità era il rumore dei corpi, e i corpi una cosa sonora...i corpi erano una cosa del mondo, considerata nella loro dimensione sonora...
lo scopo principale dello spettacolo mi è parso questo: descrivere una singolarità umana ( 3 singolarità, numero dinamico e sintetico, che dopo il 2 oppositivo e relazionale ci stabilisce nel mondo quale organismo sociale complesso) nella sua essenza costitutiva, che è innanzitutto fenomenica, percepibile.