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domenica 2 agosto 2015

a cavallo


energia: è infine un’operazione sul luogo, qualcosa che estrae una massa da una posizione e la immerge in un’altra.
è una capacità di abolire lo spazio, di contrarlo fino alla sua radice inestesa, di intervenire nel campo in cui non vi è spazio.
spostare massa, dislocare massa è disintegrarla, per poi reintegrarla, desisterla per riesserla. quella seconda massa sarà però più lontana, perciò (nell’infinitesimo) meno-massa. il percorso (nel linguaggio della fisica, che qui non rileva, sarebbe il lavoro) consuma, nel momento in cui disloca, nel momento in cui divarica . meglio: più lontana dalla sua posizione e stato essenziale, quindi essenzialmente meno-massa. (ogni alterazione, è alterazione dell’essenza).
anche: la vita, l’essere, è esodo dall’essenza.

 
componendo con c (velocità della luce) una velocità qualsiasi, si ritrova sempre c. è come: andando oltre un certo punto lontanissimo, si resta sempre in quel punto.
ha senso allora dire che la luce ha una velocità, o non è meglio dire che lo spazio accoglie la luce contemporaneamente, per la sua capienza, e che il nostro bisogno di attribuirgli una velocità risponde solo a un’abitudine percettiva? il fotone emesso dal sole ci arriva dopo 8 minuti. ma misurati da chi a partire da quale istante?
anche: la spiegazione del paradosso di zenone è in realtà che achille non si muove. è nel nostro corpo che elaboriamo un sistema di computo, che distendiamo, stiriamo degli spazi che achille (non) coprirà.