sabato 18, alla LIBRERIA VOYELLES e VISIONS, nell'ambito del Salone di Torino Off, ho avuto l'emozione di presentarlo insieme a Gabriella Giordano, Francesco Forlani e Paolo Musio. faccio seguire il breve testo introduttivo che ho letto
una delle definizioni possibili del lavoro di N. è questa: una ricerca
sull'io che non c'è, sull'io in contumacia, o forse più precisamente sulla trascurabilità dell'io. l’io per N. è un bianco, una sincope. in
un intervista egli ha affermato che l’attore deve compiere il percorso inverso
a quello di pinocchio: da uomo deve farsi pezzo di legno. oppure deve essere un
assemblaggio: come nei carri di carnevale, 30-40 uomini devono farne uno solo.