il palazzo di fronte, pagina di linee e macchie
segregate questo palazzo
lunare, di azzurri e rossi e verdi dal colorito lunare e numerico
scendo di casa e lo compenetro... ma le scale sono dure...
le porte chiuse... e dentro ci sono gli
abitanti! altre chiazze agili, semoventi! che anche loro, come me, si dibattono
in una lingua
allora avventiamo i linguaggi protrudenti uno sull’altro, ce
li vibriamo... : buongiorno, dico...... e l’altro resta, remoto, nel suo:
buongiorno... si toccano e
sfregano i buongiorni.... qualche puntino
sospensivo crepita...