Autofiction
sarebbe la definizione più corretta, o racconto... l’editore per adescare
lettori stampiglia sulla copertina “romanzo”, e già questo ci dice qualcosa dei
tempi in cui viviamo, e dei processi di mercificazione e digestione
consumistica che deve subire anche il racconto di un quasi pellegrinaggio a
Santiago di Compostela. Dico quasi, perché in realtà Paoloni è un laico e un
razionale che vive molto solidamente e quasi tecnicamente nel mondo, uno
sportivo che ha voluto mettere alla prova un corpo pare ancora efficiente, ma
anche uno di quegli spiriti inquieti che avverte l’insufficienza del corpo,
della tecnica e della ragione, e vive nell’attesa di una rivelazione o di una esperienza del sacro che non arriva,
e che direi non è arrivata nemmeno sulla strada di Santiago.