non c’è mai in gadda quella povertà in cui può scintillare per un istante l’essenza stupefacente del mondo, né quel delirio in cui il mondo appare per un istante gratuito e atroce (immondo atroce assurdo – celine) com’è, e non per come è scritto. difetta intimamente di queste due qualità intime della poesia, la povertà e il delirio. in gadda tutto è ricco, addobbato, e imbandito – anzi ne avanza qua e là un po’ di carità per i poveri di spirito.
certo
anche quella di gadda è poesia, ma è poesia del grasso, della quantità, della congestione,
e infine poesia agonistica e feticistica,