sono attrattivi gli organismi che non sanno di esistere, che sanno poco di esistere. la carne che non sa di esistere è attraente perché la coscienza – il linguaggio – erode sempre un po’ l’esistere. il sapere, il linguaggio, lo consumano, si ispessiscono a sue spese.
in
chi ha vissuto meno, in chi è stato meno, in chi è fatto di meno passato – di
più futuro – c’è meno lingua, meno tempo vissuto, meno tempo esistito, meno sedimentazione
del succedersi delle cose. solo chi è stato meno, chi è meno tempo, può essere
nella pienezza che non lascia residui, può essere il suo presente senza lo
strascico e il peso del passato, fatto di una materia antitetica. nel neonato questa condizione
si realizza perfettamente, la curva si inverte progressivamente fino a
comprendere solo il passato nel moribondo.