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lunedì 19 giugno 2023

La felicità minore. 7 riflessioni sul rapporto fra denaro e felicità

 


 

Trasformando il mondo in merce, il ricco ne estrae la sostanza, lo svuota. Trasformando ogni oggetto in oggetto di scambio, ne risucchia l’essenza. La mela non sarà più la mela in sé, ma nemmeno la mela saporita, la annurca un po’ bacata, piccola, ma che sulle papille esplode in tutta la sua densità di gusto,  perché deve apparire, deve essere comprata: la sua nuova essenza è la commerciabilità, la sua nuova forma è il prezzo. Diventa la mela insapore del supermercato. L’amore non è più amore, perché è dato senza amore, non per amore, ma per il suo corrispettivo. La vita stessa diventa spettacolo della vita, cioè la sua forma commerciale, e infine il suo simulacro.

 

Quello di felicità, è forse uno dei concetti più evanescenti, e indefinibili.

mercoledì 28 novembre 2012

piccolo tracollo


stanotte, alle 3.18, sogno in cui ero felice. la cosa che accadeva era molto semplice, e non accadeva alle 3.18, e nemmeno nel letto, ma nel sogno. non accadeva nemmeno, a rigore. ma - anche a rigore - c'era. c'era di una materia inaccaduta