uno, chi è?
quando uno muore, muore proprio lui
ma lui chi era?
era qualcuno che si aggirava in quel corpo.
che viaggiava sempre su quel corpo. che se la faceva con
quelle cellule, quell’ammasso di minerale girovagante.
una lingua caduta lì sopra?
no, si era autofabbricata.
emettendo filamenti, neurochimici, atmosferici-fonetici,
grafici ecc., il corpo era diventato lui?
in fondo, il morto, si può imbalsamarlo e animarlo con impulsi elettrici. è ancora vivo? lo abbiamo resuscitato? no, perché lui dentro era morto. cioè, si era consunto, consumato (o se l’era filata... era sgusciato?)
