Qualcuno ha scritto che l’io è sempre proferito, cioè “portato davanti”, prodotto in qualche modo da un movimento delle labbra. Il rapporto fra il corpo, la voce, la phonè, e questo io rappresentato, simbolico, linguistico, è probabilmente alla radice della poesia di Caterina Pontrandolfo. Nei versi “In punta d’ago”
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sabato 10 settembre 2016
caterina pontrandolfo - la fiamma e il cristallo
pubblico la post-fazione che ho scritto per la raccolta d'esordio di Caterina Pontrandolfo, In punta d'ago, pubblicata da Ilfilorosso il mese scorso
Qualcuno ha scritto che l’io è sempre proferito, cioè “portato davanti”, prodotto in qualche modo da un movimento delle labbra. Il rapporto fra il corpo, la voce, la phonè, e questo io rappresentato, simbolico, linguistico, è probabilmente alla radice della poesia di Caterina Pontrandolfo. Nei versi “In punta d’ago”
Qualcuno ha scritto che l’io è sempre proferito, cioè “portato davanti”, prodotto in qualche modo da un movimento delle labbra. Il rapporto fra il corpo, la voce, la phonè, e questo io rappresentato, simbolico, linguistico, è probabilmente alla radice della poesia di Caterina Pontrandolfo. Nei versi “In punta d’ago”
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