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mercoledì 22 maggio 2013

novarina, o l'uomo disaderente

dico che valere novarina, teorico acutissimo, drammaturgo, poeta, pittore, fotografo, attore, è uno degli intellettuali più significativi di questo inizio secolo...non perchè ami le classifiche di "grandezza", ma perchè vorrei che fosse più conosciuto, letto e amato di quanto per ora non sia soprattutto in italia...
sabato 18, alla LIBRERIA VOYELLES e VISIONS, nell'ambito del Salone di Torino Off, ho avuto l'emozione di presentarlo insieme a Gabriella Giordano, Francesco Forlani e Paolo Musio. faccio seguire il breve testo introduttivo che ho letto


 



una delle definizioni possibili del lavoro di N. è questa: una ricerca sull'io che non c'è, sull'io in  contumacia, o forse più precisamente sulla trascurabilità dell'io. l’io per N. è un bianco, una sincope. in un intervista egli ha affermato che l’attore deve compiere il percorso inverso a quello di pinocchio: da uomo deve farsi pezzo di legno. oppure deve essere un assemblaggio: come nei carri di carnevale, 30-40 uomini devono farne uno solo.