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domenica 1 dicembre 2013

L’ amore ai tempi del reflusso gastro-esofageo – e altre

l’amore è sporgersi da se stessi; è una strana propensione, deriva o abbandono dell’io che lo porta in qualche modo a  esorbitare da sé, a sconfinare dallo spazio angusto che siamo. forse, o sicuramente, il tentativo è destinato a fallire,  perché né la nostra carne può uscire dalla nostra carne (se non nella forma codificata del messaggio seminale), né il nostro io, costituito di segni e rapporti fra i segni,  può alienarsi da questa struttura senza perdere riconoscibilità e dunque identità. in questo senso, l’amore è una direzione, un termine.
per queste ragioni, forse, per questa componente di azzardo e di avventura, quasi di temerarietà, che spinge l’io pago di sé a mettersi a repentaglio, ad arrischiarsi oltre le proprie frontiere, l’aggettivo che deriva più immediatamente da eros non è erotico, che ha una “t” di troppo, ma eroico...