la mia presenza nel mondo è pesante, violenta.io sconvolgo
l’esistenza neutra, silenziosa, lenta delle cose.
il fatto che io esista è incalcolabilmente più denso del fatto
che esista quel tetto.
la mia presenza nel mondo è un evento decisivo.
ciò che rende decisiva la mia presenza, è che io coincida con il
luogo dove sono.
qui c’è carne, una congerie molle, rosacea, umida, massiccia.
dunque io sono immerso e coincido con una carne, con questa carne.
(il paradosso è questo: il mondo è fatto di
rappresentazioni, ma c’è qualcuno che queste rappresentazioni le sente – soffre,
gode – e costui si trova nel punto dove è il mio corpo).
