venerdì 6 aprile 2018

Il maiale prima di me

                                                                                         

il porcellino parla. poi non ha setole, ma una campitura rosacea (e quasi profumata) nel contorno. non esiste in nessun allevamento o campagna.

e il porco a lamelle, il porco velato di sangue, la scansione di porco dei supermercati, scomposto nei comparti di vetro, che porco è?

questi 2 meta-porci, trans-porci, allo-porci, sono gli unici porci che conosciamo, hanno completamente sostituito il porco nativo.

i fonetismi del porcellino – lupocattivo, paglia, mattone ecc. – sono una trasformazione topologica del cosiddetto grugnito, del grido cavernoso, stridulo, sincopato, roco che ascoltiamo dal porco del mondo. o all’inverso, le nostre parole, anche queste parole sono convertibili in grugniti.

l’occhio tondo, il viso “paffuto” del porcellino sono “inventati”. ma che c’è in questa intercapedine senza fondo, in questo spazio fra il porco mondano e il porco-fumetto, che è come un fumo, un gas? c’è linguaggio. e tutto il reale è mitico, come l’oblungo, fetido, primordiale, inquietante maiale mondano sta al curvilineo, rotondeggiante, lindo, gradevole tommy.

qual è il vero maiale? il porcellino sta al maiale della retina (della retina rettile, comune all’animale) come questo sta a qualche forma bruta del maiale che deve esistere forse al fondo del mondo, nel fondo selvatico del mondo.

il maiale del fondo selvatico del mondo era insostenibile, e l’abbiamo puerilizzato o macellato, commisurato alla bocca e confezionato. ma quanto ispido, fetido di morte e di abisso, doveva essere il maiale prima di me?
 

II
 

I porcellini, animali che vivono nelle pieghe dei libri, nella celluloide, nei bit.

animali planari, animali elettrici. non si nutrono per bocca, ma per assorbimento di getti di particelle, di plancton sub-atomico. tranne il lupocattivo, nerastro e ispido, che si nutre di linee, le linee degli stessi porcellini (ma resta all’asciutto, resta secco). (il vero lupo è il porco).

bambini innestati, trapiantati, incamiciati nei segni di cotica di porco, porci che sorridono, giubilano, sonorizzano, seducono. prole di porco proletario, o di cartoonist.

porci raziocinanti (jimmy), che a loro volta sono attraversati da segni. calcolano la robustezza, la resistenza della casa differita nel tempo. convertono nella loro sagoma forme aeree, informazioni e impressioni della rete di treni e catene, di flussi d’aria, del collagene aereo che è l’umano. profeti che ricevono rivelazioni suinizzate, corani e sure edili.  segni di segni di segni di....


III

piccoli porcellin, fratellin, mai nessun li dividerà, trallallalallà...

nessun.... trallallalallà...
 
                                                                                

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