mercoledì 9 dicembre 2020

a me cmq...

 a me comunque tutta ‘sta storia di maradona mi piace poco... non voglio fare facili intellettualismi... potrei dire che alla fine era un tizio in mutande che correva dietro a un pezzo di mucca arrotolata, ed era più abile degli altri a controllarla. spesso la apponeva in un apposito spazio detto rete. ma maradona era anche un mito, un eroe... con i suoi dribbling ha unito un popolo, si potrebbe dire... ci emozionava...

ma innanzitutto è evidente che l’emozione non nasce dal dribbling, ma dalla sua condivisione di massa. è il ritrovarsi della specie umana, l’unanimità, il sentirsi popolo.

dell’irresistibile discesa a rete di un qualche disgraziato dios della pallamano non ci frega una cippa. si dirà: questo è normale, è umano, abbiamo bisogno di miti collettivi. ma le masse hanno condannato cristo (salvo poi sterminare in suo nome gli infedeli nella crociate), hanno suicidato van gogh (salvo poi valutare da morto i suoi quadri centinaia di milioni), hanno adorato hitler e mussolini (poi uno è diventato il Male personificato, l’altro è stato appeso a capo sotto...). Il conformismo, il pensiero di massa, è quello che produce ingiustizia e infine infelicità nel mondo. ben altra è la sostanza di miti come beethoven, gandhi o einstein...

d’accordo, intitoliamo lo stadio a maradona... ma ci fosse uno che ha ricordato che paolo di tarso è stato il primo grande intellettuale della cristianità, che ha trasformato il nostro modo di pensare e sentire... a parte la venerazione come santo, che mi interessa poco...

si è detto che la passione collettiva per maradona nasceva anche dalla sua umanità, si è detto che era divino in campo e umano fuori dal campo. ma in che senso poi? quelle che sono state chiamate le sue debolezze umane non erano altro che vizi: la cocaina, le evasioni fiscali, un certo disprezzo per le regole tollerato in realtà in tutti i personaggi famosi. certo, maradona manifestava anche una generica vicinanza agli umili: aveva il tatuaggio di che guevara e fidel castro, ammirava papa bergoglio: si tratta in realtà di una forma di venerazione per i potenti, per 3 miti sudamericani, più che di riconoscimento di valori umani profondi. ha fatto della beneficenza... ma anche questo tipo di bontà, condivisa peraltro da tutti i miliardari quale bill gates o warren buffett, alla fine più che un segno di particolare altruismo, altro non è che l’uso socialmente più conveniente di un’eccedenza di risorse.  ho visto un tipo che raccontava, come esempio del suo nobile disprezzo del denaro, che per un’iniziativa televisiva non aveva voluto soldi ma aveva preteso una ferrari di 450 milioni... mah, questo è il mito e questi gli sprovveduti che lo mitizzano...   d’altronde il popolo è così intontito e rintontolito da dimenticare che il tizio in mutande che vince per finta guadagna in un minuto quello che un operaio guadagna in una vita ...

dirà qualcuno: ma sì hai ragione, ma perché rompere i coglioni? napoli è napoli, l’unica città dove c’è ancora un popolo, l’unica non omologata rettificata plastificata e deodorata, l’unica selvaggia e viva, preferisci torino o milano? maradona  ha donato bellezza e piacere al  mondo, e un mito è un mito, lascia stare il resto... vuoi levare questo mito a quel ragazzo che leggeva su un pezzo sgualcito di carta: sei salito da dove sei sceso.... parole che non avrebbero saputo scrivere, in questa forma così nuda e esatta,  magrelli o sanguineti? nella coscienza di maradona di divino non c’è nulla... ma divino è il talento, proprio perciò ingiusto e arbitrario, che gli dei gli hanno concesso... e al personaggio, vuoi negare quella sua certa schiettezza e autenticità, persino purezza di cuore, conservata anche nelle circostanze più difficili? e infine vuoi negare il diritto al gioco, alla gioia gratuita, all’irresponsabilità, alla spensieratezza... il diritto anarchico e bambinesco a tutto ciò?

tutto vero, certo... se non fosse che la gioia del calcio, a differenza della vera gioia, è a pagamento, e viene pagata cifre indecenti... se non fosse che di persone schiette come maradona ne conosco una folla... se non fosse che l’autenticità del popolo napoletano sarebbe molto più apprezzabile se si coniugasse al senso civico e alla cultura... se non fosse infine che a me rompono i coglioni la stupidaggine, il conformismo e l’ignoranza...

così come sappiamo che il gesto atletico in cui eccelleva maradona era solo una simulazione della vita, della competizione e della lotta per l’esistenza, che vincendo lo scudetto napoli si è riscattata dalla sua miseria solo per finta, non si è avvicinata per nulla alla soluzione dei suoi problemi, li ha anzi probabilmente aggravati sprecando risorse e illudendosi di averli risolti.

non chiedo il silenzio su maradona, di non piangerlo, di non commuoversi al ricordo dei suoi goal... ma uno che scrive, uno che pensa dovrebbe porsi queste domande... e così chi legge.... chi scrive e chi legge non dovrebbero dare per scontata la resa all’incultura gregaria che la celebrazione planetaria di maradona ha sancito definitivamente...

1 commento:

  1. Finalmente da "sinistra" trovo qualcosa di sensato su Maradona. Possibile che l'apparenza abbia preso così il sopravvento sulla "sostanza"?

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