domenica 24 settembre 2017

scritte per aeroporti

dio è che uno strato d’ombra ricopre la stessa forma di luce, quando alle 4 il sole è sull’albero

dio vulva lattea in un neurone

il primo fine è un mondo giusto. ma un mondo giusto va fondato fuori dal mondo

nel 1954, nel villaggio di liu-ling, durante un’azione di lotta-critica-trasformazione, una patina collosa avvolse all’improvviso tutti i bambini e gli insegnanti: era dio. nello stesso istante caddero tutte le inferenze che sostenevano il peri theion onomaton di pseudo dionigi.

tuttità
qualcosità
sparsità


noi tutti abbiamo sostituito a un dio il divo


dio è come le cose tutte stanno, le cose, le tutte e le stanno
 

dio... il lato interno del piede sinistro del letto

 
ripetendo dio 11 volte, la dodicesima
 

l’oligofrenico di stamattina con 4 orologi al polso.... perché voleva che fosse più ora, o perché voleva che fosse più sempre?



la ragazzina ai giardinetti, dolente aspettava il whatsapp... dio, per lei, era una coincidenza
 

fenditura continua nei corpi di tutti gli uomini di tutti i tempi
 

l’alone che fa la lingua
 

il vociare di tutti i bambini che giocano di tutte le notti
 

forse era tutto sbagliato – questo era dio che si divertiva a smontare tutto, quel mattacchione
 

ma è sempre dio, però, quel benevolente, che ti riempie la luce e ti fa sentire nonostante tutto, in un mondo
 

la bestia-umano, e la bestia-divino
 

la luna, animale diafano, globulare, senza peli che scorazza per il cielo... che fluttua nel celeste... medusa del celeste... il mito


carne sparsa degli uomini, immane bestia pallida e spappolata. i cumuli d’ossa e di polvere di tutti gli uomini che sono stati

    
nella loro lingua, il bene


bisogna fare qualcosa per qualcosa. questo interqualcosa, è dio

 
majakowski fece il piombo esploso per la pappa cefalica, fece un nuovo posto


dio è sempre proferito

 
e alcune parole


(scritte per aeroporti, per piattaforme da cui si sale)

2 commenti:

  1. mi piacciono molto queste proferite aperte. sanguinano parole nella loro lingua. a proposito: mi ha sempre dato da pensare che la parola dio abbia solo tre lettere mentre supercalifragilistichespiralidoso abbia bisogno di ben trentatre lettere per nominare molto meno. ne inferisco (eh eh, sono proprio fissato con 'sta roba dei numeri, no?) che dio è un undicesimo di supercalifragilistichespiralidoso.
    : ))
    nota particolare per l'oligofrenico (una perla ora e sempre)

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  2. tu pratichi il commento brain-storming... qualche spunto interessante ne viene sempre, per ese. quest'analisi cabalistico-semantica... non so cmq se supercaliecc. si può considerare parola, essendo nonsense credo di un traduttore... mi pare che prepicipitevolissimevolmente fosse la più lunga, 22 lettere, non ci giurerei... cmq in a, e ed i c'è forse ancora più significato che in dio, a voler esasperare il paradosso...

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